Hanno scritto di Noi

Scala, il più antico centro della Costiera amalfitana, conserva intatte le tradizioni e il fascino del Sud
Il buen retiro di De Gasperi


Viuzze serpeggianti, case rustiche e un paesaggio da favola

Benvenuti a Scala, il più antico centro della Costiera amalfitana. Se Amalfi rappresenta il folklore e la tradizione popolare e se Ravello è quella terrazza sull'infinito che affascinò da Giovanni Boccaccio a Greta Garbo, Scala è forse il paese più dimenticato ma anche quello più autentico. Il più vero. Dove il turismo è rappresentato da tre alberghi incredibilmente lontani dal fragore della Costiera amalfitana. E' il paese delle castagne attorniato da vaste distese verdi. E' il paese del relax. Che questo sia il luogo della pace e della tranquillità lo avevano capito nel 337 alcuni nobili romani che, in fuga verso Costantinopoli, erano stati raggiunti da un' improvvisa e violenta bufera che aveva fatto naufragare la nave. Cercavano un posto sicuro, lontano dalle scorrerie dei pirati e, per questo, si insediarono su un altopiano alto 370 metri da cui si controlla il mare. Poi, negli anni seguenti vennero fondate Amalfi e Ravello, più accessibili ma controllate dall'alto dalle torri di Scala. Qui a Scala i turisti sono una razza rara. Ed è un bene che le viuzze serpeggianti seguendo il terreno a terrazze con le case rustiche dipinte di bianco, non siano affollate. Il paese rimane senza contaminazioni. E' spesso dimenticato dai depliant e dalle guide turistiche. E' insomma alternaltivo, vero. Una caratteristica che era particolarmente apprezzata Alcide De Gasperi. Era qui a Scala che lo statista trentino padre dell' Europa si rifugiava attorno agli anni Sessanta facendosi ospitare da Maria Ferrigno, la nipote di Antonio, il cuoco personale del generale tedesco Rommel, la volpe del deserto. Si racconta che nel 1949 De Gasperi andò a Scala e Antonio Ferrigno organizzò un pranzo direttamente nella casa paterna che aveva grandissimi giardini senza che lo statista ne fosse a conoscenza, ma anzi doveva credere di essere al ristorante. Si innamorò di quel locale chiamato Zi 'Ntonio. Tanto da tornarci spesso nel buen retiro dagli antichi sapori. In quella locanda, ora diventato albergo con la piscina, ritagli di giornale, ricordi e originali cimeli testimoniano con discrezione che la storia è passata di lì. Vicino alla costruzione, si estendono vigneti e aranceti oltre i quali si intravvede uno spicchio di mare. Giri l'angolo ed oltre la gola c'è lo sperone di roccia di villa Cimbrone a Ravello dove l'azzurro del cielo si unisce con l'azzurro del Tirreno. Una terrazza magica tra la valle del Dragone e quella della Reginna. E' un posto incantato che ha fatto da sfondo alla passione tra Greta Garbo e Leopold Stokowski. Un posto tanto caro a Boccaccio come a Gore Vidal. Non lontano da lì, in un palazzo austero, ha vissuto per molto tempo Jackye Kennedy dopo la tragedia di Dallas. Si racconta che spesso si faceva accompagnare a Scala. Con uno scialle azzurro che le copriva il volto entrava discretamente nella cattedrale di San Lorenzo in piazza e in un banco in fondo si inginocchiava a pregare. Nessuno a Scala immaginava che quella bella signora dagli occhi tristi fosse la moglie di JFK, il presidente americano. La salutavano con calore e deferenza come accade al sud. Altre volte raccontano che si sia fatta accompagnare fino alla chiesa dell'Annunziata nella frazione di Minuta, a un paio di chilometri dalla piazza di Scala. Anche lì c'è - contornata da una serie di colonne di granito - una terrazza che dà sull'infinito. Guardava il mare e sognava la felicità...

C. B. - Il Piccolo - 5 agosto 2002