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Fa storia in Costa d' Amalfi la cucina di Zi' Ntonio a Scala.

SCALA

C'è più di una ragione per godersi un fine settimana a Scala. A cominciare dai suggestivi paesaggi su quella Valle del Dragone che la divide dalla dirimpettaia Ravello, ai fitti boschi di castagni, alle tante sopravvivenze di una storia, ben più antica di quella di Amalfi (fondata proprio dagli Scalesi), fino alla mirabile architettura delle sue chiese - fra le più belle della Costa - a cominciare da quella di Minuta. Ma al di là di questi richiami, Scala offre uno dei templi più consacrati della buona cucina, passata indenne attraverso le mode e le invenzioni, per confermarsi nel solco della migliore tradizione. Una cucina che tiene d' occhio il territorio e le stagioni, l' orto e la sapiente manualità delle donne, i buoni vini e l' antica ospitalità. L' insegna ha il sapore di un' epoca, quella in cui la popolarità e la simpatia di un uomo erano titoli sufficienti per diventare parente di tutti. Nasce così Zi' Ntonio, una trattoria-locanda che da circa mezzo secolo fa storia in Costa d' Amalfi. Dietro c'è una vicenda che merita di essere raccontata. Antonio Ferrigno è sul fronte africano nel corso dell' ultima guerra. Ma la qualifica di cuoco e la fama che l' accompagna lo tengono lontano dagli scontri. Passa così dalle cucine dell' alto comando italiano a quelle del generale Rommel. La "Volpe del deserto" non rinuncia ad averlo con sè, dopo aver gustato più volte i suoi piatti. Poi la guerra precipita. Verranno i giorni della prigionia e il rimpatrio. La crisi del dopoguerra non lascia scelte, e Antonio per tirare avanti la famiglia si rassegna a fare il vigile urbano a Scala. Ma la passione per la cucina non è morta. Così, appena può, apre una piccola trattoria. E' il 1961. Non più di trenta posti e qualche camera per i rari turisti che lasciano il mare alla scoperta dell' entroterra. Il nome è d' obbligo, Zi 'Ntonio, come lo chiamano tutti. Oggi di quell' antica trattoria e del suo mitico fondatore sopravvive l' insegna e soprattutto la lezione. A mantenerla in vita c'è mamma Lucia, 87 anni, la moglie di Antonio, e zia Maria. Per il resto, è un' azienda a tre stelle che gode di una larga notorietà e di una selezionata clientela, soprattutto tedesca e inglese. Il ristorante può contare su duecento coperti, oltre i quaranta distribuiti nel dehors. Le camere sono salite a 25, tutte con servizi privati e felice esposizione. C'è inoltre una bella piscina e - cosa rara in Costiera - un comodo parcheggio. A timone di Zi 'Ntonio, c'è il figlio, Michele Ferrigno, 52 anni, temperamento estroverso e simpatia istintiva. "Sono fra questi tavoli e la cucina da quando ho cominciato a muovere i primi passi. Il mestiere non ha segreti per me, anche se mi considero soltanto un artigiano dell' ospitalità. Che - non bisogna dimenticarlo - è fatta anzitutto di rapporti umani. Con Michele passo in rapida rassegna i piatti più consacrati, a cominciare dalle crespelle di pasta sfoglia con besciamella, ai cannelloni con ricotta e carne, alle varie paste fatte a mano. Un posto a sè occupa il pollo al forno alla "Zi 'Ntonio", la cui preparazione, insaporita di erbe locali, è tra gli antichi segreti della casa. L' elenco è lungo - aggiunge Michele - dai funghi al coniglio, al pese, al ventaglio di paste. Tutti piatti da gustare in buona compagnia, secondo la stagione. E' un invito a conoscere Scala e la sua buona cucina".

Nino D'Antonio in www.ecostampa.it (05/2008 - pag. 62)